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lunedì 1 dicembre 2014

La Calabria e la natura - #dolcipilloleintour seconda puntata!

Panorama dalla Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
Mentre raggiungevo Cosenza per partecipare al blog tour #welikesila non mi sono annoiata. Nonostante il viaggio che a discapito dei pochi chilometri da percorrere, sia stato poco confortevole a causa dell’assenza di una linea ferroviaria diretta, quelle trascorse in treno sono state ore utili per assimilare immagini. 
Piovigginava. Il cielo non era terso ma la poca luce non impediva di apprezzare gli scorci calabresi che si susseguivano mentre il treno ingoiava i binari. La cosa bella degli scenari era la loro diversità. Guardando a sinistra mi tuffavo con gli occhi nel mare, a destra risalivo le montagne, e mi arrampicavo sugli alberi dai colori autunnali. 


Pino laricio - Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)
È la natura la cosa che sicuramente mi ha più sorpresa ed impressionata in Calabria. Non capita tutti i giorni di poter godere di panorami incontaminati, di camminare su un soffice tappeto di foglie secche ancora bagnate dalla pioggia, di respirare quell’aria fredda ma pulita. Giornalmente percorriamo marciapiedi e asfalti cupi, annusiamo odori pesanti e la linea del nostro orizzonte si imbatte e si ferma sulle facciate dei palazzi che s’affacciano alle nostre finestre. Limitiamo il nostro sguardo ad una prospettiva monodimensionale e piatta. Nei giorni in Calabria abbiamo riscoperto di piacere di osservare e di farlo a trecentosessanta gradi.

Il Parco Nazionale della Sila racchiude diverse aree di interesse ambientale e nasce nel 2002 per tutelare e promuovere queste zone geografiche. È proprio la cura e la tutela che si percepiscono in questi posti. Nulla è lasciato al caso, la natura viene accudita senza alcun tipo di aggressione, la biodiversità viene sostenuta e incentivata lasciando che i cicli vitali facciano il proprio corso. 
L’uomo qui si pone come custode della flora e della fauna, senza servirsene a proprio piacimento.
Come vi ho anticipato nella prima puntata di questa serie di racconti, il Parco si allarga su tre province. Anche il visitatore più informato e digitalizzato avrebbe qualche difficoltà nel pianificare le proprie escursioni in un’area così vasta senza una guida maestra. Per questo motivo, sono sorti i tre Centri Visita: Cupone, Monaco e Buturo-Casa Giulia, i quali non solo accolgono chiunque vi si rechi, ma orientano i viaggiatori ad una scoperta più consapevole di quelle che sono le peculiarità del Parco ed educano al rispetto dell’ambiente di cui si è ospiti. Tra i sentieri del Parco si passeggia con coscienza e lentezza per apprendere ed apprezzare il dinamismo della natura.

Passeggiata al Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito) 
Il Centro Visita Cupone, sito nel comune di Spezzano e prossimo al lago Cecita, è tra i primi luoghi verso cui ci siamo recati. Circondato dai fusti e dalle chiome di pino laricio, protagonista floristico indiscusso del Parco, e più nord da faggi e da abeti bianchi, Cupone accoglie l’orto botanico, il giardino geologico, il museo naturalistico e la vecchia segheria demaniale. 


Il capriolo della Sila


Gli itinerari percorribili permettono di apprezzare non soltanto la flora ma anche la fauna che popola la Sila. 
Molti sono infatti gli osservatori faunistici disseminati lungo i sentieri dove, con un pizzico di fortuna e tanto silenzio, è possibile scorgere lupi, caprioli, cervi e scoiattoli neri.






La segnaletica con la numerazione CAI
Per non perdere le proprie tracce all’interno di questo labirinto alberato basta porre uno sguardo alla segnaletica che costeggia il tragitto, la quale riporta sia la numerazione del Catasto Nazionale dei Sentieri del CAI, sia il numero di sentiero del Parco Nazionale della Sila. L’orto Botanico è certamente il fiore all’occhiello di questo centro poiché oltre ad enumerare la vegetazione autoctona, è dotato di un percorso didattico per ipovedenti e non vedenti in modo che l’accessibilità possa essere estesa a tutti. 
Nel Centro Visita non ci sono solo piante e animali da scoprire. Nel Giardino Geologico, infatti, si possono conoscere anche le rocce silane. 




La vecchia segheria demaniale (ph Luca Ippolito)
Affascinante e nostalgica è stata la visita alla vecchia segheria demaniale un tempo alimentata a biomasse per mezzo di una caldaia a vapore. Entrando ci siamo immersi in un passato odoroso di legno. Lì dentro ho immaginato uomini dalla fronte sudata che faticavano nel caricare i tronchi di pino sui macchinari che li avrebbero trasformati in travi da costruzione. 
Sono figlia dell’epoca dei robot, della tecnologia e del lavoro facilitato, spesso ho difficoltà ad attribuire la giusta durezza al lavoro di braccia. Vedere quei macchinari, pensare a quello sforzo mi ha fatto riflettere su quanto differente sia il metro di misura che quotidianamente utilizziamo nel formulare i nostri giudizi.  


Museo Naturalistico - Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)
Ultima tappa al Centro Visita Cupone è stato il Museo Naturalistico. Realizzato con la supervisione di Alberto Angela, esso si divide in diversi ambienti tra cui i laboratori didattici, una sala espositiva dedicata al tema dell’albero dove, per mezzo di alcuni modellini, è esplicitato il processo di resinificazione, una sala convegni, ed uno spazio allestito per contenere materiale sequestrato al traffico illegale tra cui animali esotici, zanne di elefanti e pelli pregiate. 
Pelli sequestrate al traffico illegale

Una sala questa che testimonia come la bellezza della natura si sciupi e si perda scontrandosi con l’avarizia dell’uomo e le sue smanie di possesso e collezionismo.

L’altro Centro Visita che abbiamo raggiunto nei giorni seguenti è stato quello Garcea in località Monaco nella Sila Piccola. Esso ci è apparso subito diverso da  Cupone. Questo Centro Visitatori non è infatti solo bello, esso si caratterizza per essere un vero polo didattico verde. 


Centro Visita  Monaco (ph Luca Ippolito)


I sentieri che contornano il centro accoglienza sono veri e propri tragitti educativi che permettono anche ai non esperti di poter imparare a riconoscere i tipi di piante, i funghi e gli animali presenti nel Parco. Soprattutto per i bambini questa rappresenta una vera opportunità. 


Gli ungulati del Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)


Si, i bambini! Proprio loro che spesso parcheggiamo davanti al televisore per interi pomeriggi, loro che preferiscono una partita alla play station invece di calciare un pallone in un campetto verde, loro così all’avanguardia ma che nella maggior parte dei casi non sanno riconoscere un pino da un abete e non hanno forse mai raccolto le pigne da terra o visto un animale selvatico libero. 
Il Museo Le Foreste della Sila qui collocato, è davvero un posto speciale. Mi ha colpito molto la semplicità con la quale viene dettagliatamente spiegata, attraverso dei pannelli e degli espositori, la dinamica ambientale del Parco. 




Il Museo Le Foreste della Sila - Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Una semplicità che permette di intrattenere anche chi non ha molta voglia o tempo di leggere lunghe didascalie chiarificatrici. L’evoluzione geologica, le tipologie di bosco, il ciclo della materia e quello dell’energia sono tutti rappresentati a colori evidenti su pannelli che catturano gli occhi. 




La xiloteca del Centro Visita Monaco
La xiloteca a parete permette di toccare  le cortecce degli alberi e di osservarne le differenze e una serie di tracce audio consentono di ascoltare i versi degli animali e di giocare ad attribuirli agli esatti esemplari. Tornassi bambina vorrei che in una gita scolastica mi portassero al Centro Garcea. Credo mi siederei per ore su uno dei gradoni dell’anfiteatro all’aperto a guardare il cielo col naso all’insù.   

Ad amplificare il mio stupore e la mia meraviglia sono state le visite successive. Prima tra tutti quella ai Giganti di Fallistro, una riserva biogenetica dove si ergono piante ultracentenarie  di pino laricio e aceri montani. I più spilungoni di questi esemplari raggiungono i 43 metri e i più longevi superano i 350 anni di età. Tra i Giganti ci si sente minuti e la vista si confonde tra le foglie, i rami e i busti. 



I Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
Con la leggerezza dei piccini abbiamo giocato ad indovinare l’albero dal diametro più grande e a nasconderci nelle “slupatura” dei tronchi, abbiamo sorriso davanti alle forme inconsuete della natura come i due pini abbracciati che tanto abbiamo fotografato. Ci tengo a sottolineare che sono in corso i lavori di allestimento del percorso che sarà fruibile ai disabili e che presto consentirà anche a coloro che non possono farlo coi propri piedi, di girovagare fra quest’incanto.  
Arboreto Sbanditi (ph Luca Ippolito)
Anche l’Arboreto Sbanditi, in località Fossiata, sa farsi ricordare. Il viale d’ingresso mi ha fatto ripensare per i suoi colori a qualche scena del film Autumn in New York. Esso costituisce un vivaio a cielo aperto che annovera tutte le specie arboree più significative dell’altipiano silano, e alcune alpine di nuova introduzione come l’abete rosso e il pino silvestre. Ad una fontana di pietra ho riempito la mia bottiglia dell’acqua della Calabria, così fresca da appannarne la plastica come fosse appena tirata fuori dal frigo.



Belvedere Cozzo del Principe (ph Luca Ippolito)
E se è vero che i panorami vanno guardati dall’alto, non potevamo farci sfuggire l’occasione di affacciarci al belvedere Cozzo del Principe. Paragonabile ad un balcone terroso incorniciato dagli alberi, esso  permette di sporgere il proprio sguardo sul lago Cecita che seppur sia un lago artificiale come tutti quelli presenti nel Parco, desta in chi lo guarda una vivida emozione.

Ma il luogo che più mi è rimasto nel cuore è senza dubbio Golia Corvo. Questa Riserva è un’oasi protetta che a tutela della sua integrità, non è raggiungibile dai visitatori. Sarà proprio il privilegio dell’avervi avuto accesso ad aver fatto si che m’innamorassi di questo posto. 

Golia Corvo è paragonabile ad un rifugio delle fiabe. 




Riserva Golia Corvo (ph Luca Ippolito)
Giungervi è come dimenticare il cellulare spento da qualche parte, come formattare il proprio computer senza preoccuparsi di salvarne i file. 
Anche i rumori qui diventano suoni. Non note musicali, ma i suoni della vita, come i versi degli animali e quello del vento che s’insinua nelle fronde degli alberi come se soffiasse nell’orecchio di un ascoltatore. Un’area questa importante dal punto di vista ambientale e scientifico perché inserita in una serie di progetti di reintroduzione faunistica e di salvaguardia della biodiversità.  Golia Corvo è un posto del cuore. Un luogo dove il cuore lo si lascia o lo si ritrova.

Con questo ricordo vi saluto e vi rimando alla prossima puntata di #dolcipilloleintour #welikesila.

Le foto splendide che trovate in questo post sono opera di Luca Ippolito il fotografo del blog tour che senza ombra di dubbio, ha saputo catturare nei suoi scatti la magia di questi posti che ho avuto il piacere di raccontarvi. 
Le riconoscibili immagini fatte da me, non possono paragonarsi alle sue, ma vi regalano anche il mio punto di vista.

Alla prossima, 
Maria



Centro Visita Cupone

Materiale sequestrato al traffico illegale

Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)

Museo Le Foreste della Sila - Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

La vecchia segheria demaniale (ph Luca Ippolito)

Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

La spermoteca del Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Anfiteatro Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro 

I pini abbracciati - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Eleonora e Michela - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Il "pinosauro" - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Maria Teresa e Arturo - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Tutti nella "slupatura"! - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
L'acqua della Sila - Arboreto Sbanditi

Arboreto Sbanditi

Segnaletica - Arboreto Sbanditi

Arboreto Sbanditi (ph Luca Ippolito)

Riserva Golia Corvo

Riserva Golia Corvo (ph Luca Ippolito)

Belvedere Cozzo del Principe

giovedì 17 luglio 2014

#NeVadoFiero - Un post per raccontarsi!

Osservo il foglio bianco per lunghi minuti, digito una parola o due e poi via.. delete e il foglio ritorna bianco-lenzuola.
Scrivessi con penna e matita, il piano della mia scrivania sarebbe già diventato un prato di trucioli grigi.
Faccio una pausa. Riprendo. Sul foglio, uno sciame di caratteri neri ballano. Compongono una coreografia, danno corpo all’astratto.
Voi quand’è che siete rimasti l’ultima volta senza sapere cosa dire? Quand’è che siete arrossiti e avete iniziato a balbettare? Probabilmente quella sera che vi hanno fatto quel complimento da chi non v’aspettavate, o quando siete inciampati proprio nel bel mezzo di Via del Corso, o quella volta che al ristornate vi siete macchiati la camicia di rosso e non del rosso del vino che avete bevuto, ma di quel rosso del sugo dei fusilli che tanto vi erano sembrati saporiti e gustosi. Volte in cui le parole che affollano la nostra mente e le nostre bocche è come se evaporassero.
A me succede. Mi capita quando mi si denuda. Con uno sguardo, con una frase malmessa (o troppo ben messa), ma soprattutto quando mi si chiede di parlare di me senza inibizione.


www.gritandglory.com
In questo post non una ricetta come protagonista, ma me. Quello di oggi si accoda agli altri che circolano in rete dal titolo #NeVadoFiero. 
L’invito mi è stato rivolto da Daniela di Chicchintour un po’ di mesi addietro (faccio mea culpa per il gravoso ritardo) e consiste nel raccontarsi attraverso questa hashtag. Azioni quotidiane che riteniamo positive e caratteristiche personali che ci rendono orgogliosi di ciò che siamo, questi i semplici ingredienti di #NeVadoFiero.

#metodo! Ebbene si, sono metodica. Pianifico e m’impongo piccole scalate quotidiane. Stimoli che accelerano il mio dinamismo e la mia voglia di fare.
#nonmiaccontento! Non mi accontento. Non riuscirei a vivere in gabbie temporanee, in case senza finestre agghindate con carta da parati a fiori con l’illusione di una finta luminosità. Non accetterei una vita stantia solo per questioni di comodità e (in)sicurezze personali. Non accetto compromesso se non quello affettivo, perché sono convinta che i sentimenti (di qualsiasi genere purchè sinceri) smussino le asperità di ognuno di noi.
#prediligolasemplicità! Prediligo le cose semplici, spontanee e naturali. Amo la naturalezza e la naturalità in ogni forma. Che si tratti di ambiente, di cibo, di socialità, di personalità, di stile di vita o di convinzioni personali, scelgo l’esistenza semplice. Quella fatta di cose buone, di cose vere, senza artifici.

Questi sono i miei tre #NeVadoFiero. 
I tre che più mi rappresentano e che hanno l’intento di far conoscere a chi legge il mio blog piccoli dettagli di me.  
Con lo stesso scopo invito a partecipare quattro blogger che seguo e per le quali ho subito avuto una social-simpatia perché mi piace il loro modo di scrivere, fotografare e riuscire a comunicare (e ad arrivare) mettendo semplicemente in fila dei caratteri nero carbone.
Marzia di Coffee & Mattarello per le piacevoli introduzioni ai suoi post e per la sua cucina non high tech.
Annamaria di BperBiscotto per i suoi "biscotti mondiali" e la sua determinazione nell’indossare quella divisa bianca da pasticcere.
Antonella di Fotogrammi di zucchero per il suo connubio vincente tra cinema e cucina e per i suoi racconti ironici e coinvolgenti.
Anna di L'ennesimo blog di cucina perché il suo blog offre sempre spunti inusuali ed originali e per le sue foto che adoro.  
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