giovedì 18 dicembre 2014

Minestra con pasta integrale, broccoli e patate!

Minestra con pasta integrale, broccoli e patate (foto campagna #ilmiolumia)

Non c’è niente di meglio dell’allietare una cena con un pasto caldo, nulla di più salutare del cibo ricco di verdure e fibre. 
Per sfatare la credenza che il sano non sia saporito, vi propongo una minestra ricca di salute e colore. 
La cottura combinata tra verdure e la pasta integrale regala al piatto un sapore molto più intenso, in modo che il gusto diventi uno solo, quello della genuinità.

lunedì 1 dicembre 2014

La Calabria e la natura - #dolcipilloleintour seconda puntata!

Panorama dalla Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
Mentre raggiungevo Cosenza per partecipare al blog tour #welikesila non mi sono annoiata. Nonostante il viaggio che a discapito dei pochi chilometri da percorrere, sia stato poco confortevole a causa dell’assenza di una linea ferroviaria diretta, quelle trascorse in treno sono state ore utili per assimilare immagini. 
Piovigginava. Il cielo non era terso ma la poca luce non impediva di apprezzare gli scorci calabresi che si susseguivano mentre il treno ingoiava i binari. La cosa bella degli scenari era la loro diversità. Guardando a sinistra mi tuffavo con gli occhi nel mare, a destra risalivo le montagne, e mi arrampicavo sugli alberi dai colori autunnali. 


Pino laricio - Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)
È la natura la cosa che sicuramente mi ha più sorpresa ed impressionata in Calabria. Non capita tutti i giorni di poter godere di panorami incontaminati, di camminare su un soffice tappeto di foglie secche ancora bagnate dalla pioggia, di respirare quell’aria fredda ma pulita. Giornalmente percorriamo marciapiedi e asfalti cupi, annusiamo odori pesanti e la linea del nostro orizzonte si imbatte e si ferma sulle facciate dei palazzi che s’affacciano alle nostre finestre. Limitiamo il nostro sguardo ad una prospettiva monodimensionale e piatta. Nei giorni in Calabria abbiamo riscoperto di piacere di osservare e di farlo a trecentosessanta gradi.

Il Parco Nazionale della Sila racchiude diverse aree di interesse ambientale e nasce nel 2002 per tutelare e promuovere queste zone geografiche. È proprio la cura e la tutela che si percepiscono in questi posti. Nulla è lasciato al caso, la natura viene accudita senza alcun tipo di aggressione, la biodiversità viene sostenuta e incentivata lasciando che i cicli vitali facciano il proprio corso. 
L’uomo qui si pone come custode della flora e della fauna, senza servirsene a proprio piacimento.
Come vi ho anticipato nella prima puntata di questa serie di racconti, il Parco si allarga su tre province. Anche il visitatore più informato e digitalizzato avrebbe qualche difficoltà nel pianificare le proprie escursioni in un’area così vasta senza una guida maestra. Per questo motivo, sono sorti i tre Centri Visita: Cupone, Monaco e Buturo-Casa Giulia, i quali non solo accolgono chiunque vi si rechi, ma orientano i viaggiatori ad una scoperta più consapevole di quelle che sono le peculiarità del Parco ed educano al rispetto dell’ambiente di cui si è ospiti. Tra i sentieri del Parco si passeggia con coscienza e lentezza per apprendere ed apprezzare il dinamismo della natura.

Passeggiata al Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito) 
Il Centro Visita Cupone, sito nel comune di Spezzano e prossimo al lago Cecita, è tra i primi luoghi verso cui ci siamo recati. Circondato dai fusti e dalle chiome di pino laricio, protagonista floristico indiscusso del Parco, e più nord da faggi e da abeti bianchi, Cupone accoglie l’orto botanico, il giardino geologico, il museo naturalistico e la vecchia segheria demaniale. 


Il capriolo della Sila


Gli itinerari percorribili permettono di apprezzare non soltanto la flora ma anche la fauna che popola la Sila. 
Molti sono infatti gli osservatori faunistici disseminati lungo i sentieri dove, con un pizzico di fortuna e tanto silenzio, è possibile scorgere lupi, caprioli, cervi e scoiattoli neri.






La segnaletica con la numerazione CAI
Per non perdere le proprie tracce all’interno di questo labirinto alberato basta porre uno sguardo alla segnaletica che costeggia il tragitto, la quale riporta sia la numerazione del Catasto Nazionale dei Sentieri del CAI, sia il numero di sentiero del Parco Nazionale della Sila. L’orto Botanico è certamente il fiore all’occhiello di questo centro poiché oltre ad enumerare la vegetazione autoctona, è dotato di un percorso didattico per ipovedenti e non vedenti in modo che l’accessibilità possa essere estesa a tutti. 
Nel Centro Visita non ci sono solo piante e animali da scoprire. Nel Giardino Geologico, infatti, si possono conoscere anche le rocce silane. 




La vecchia segheria demaniale (ph Luca Ippolito)
Affascinante e nostalgica è stata la visita alla vecchia segheria demaniale un tempo alimentata a biomasse per mezzo di una caldaia a vapore. Entrando ci siamo immersi in un passato odoroso di legno. Lì dentro ho immaginato uomini dalla fronte sudata che faticavano nel caricare i tronchi di pino sui macchinari che li avrebbero trasformati in travi da costruzione. 
Sono figlia dell’epoca dei robot, della tecnologia e del lavoro facilitato, spesso ho difficoltà ad attribuire la giusta durezza al lavoro di braccia. Vedere quei macchinari, pensare a quello sforzo mi ha fatto riflettere su quanto differente sia il metro di misura che quotidianamente utilizziamo nel formulare i nostri giudizi.  


Museo Naturalistico - Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)
Ultima tappa al Centro Visita Cupone è stato il Museo Naturalistico. Realizzato con la supervisione di Alberto Angela, esso si divide in diversi ambienti tra cui i laboratori didattici, una sala espositiva dedicata al tema dell’albero dove, per mezzo di alcuni modellini, è esplicitato il processo di resinificazione, una sala convegni, ed uno spazio allestito per contenere materiale sequestrato al traffico illegale tra cui animali esotici, zanne di elefanti e pelli pregiate. 
Pelli sequestrate al traffico illegale

Una sala questa che testimonia come la bellezza della natura si sciupi e si perda scontrandosi con l’avarizia dell’uomo e le sue smanie di possesso e collezionismo.

L’altro Centro Visita che abbiamo raggiunto nei giorni seguenti è stato quello Garcea in località Monaco nella Sila Piccola. Esso ci è apparso subito diverso da  Cupone. Questo Centro Visitatori non è infatti solo bello, esso si caratterizza per essere un vero polo didattico verde


Centro Visita  Monaco (ph Luca Ippolito)


I sentieri che contornano il centro accoglienza sono veri e propri tragitti educativi che permettono anche ai non esperti di poter imparare a riconoscere i tipi di piante, i funghi e gli animali presenti nel Parco. Soprattutto per i bambini questa rappresenta una vera opportunità. 


Gli ungulati del Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)


Si, i bambini! Proprio loro che spesso parcheggiamo davanti al televisore per interi pomeriggi, loro che preferiscono una partita alla play station invece di calciare un pallone in un campetto verde, loro così all’avanguardia ma che nella maggior parte dei casi non sanno riconoscere un pino da un abete e non hanno forse mai raccolto le pigne da terra o visto un animale selvatico libero. 
Il Museo Le Foreste della Sila qui collocato, è davvero un posto speciale. Mi ha colpito molto la semplicità con la quale viene dettagliatamente spiegata, attraverso dei pannelli e degli espositori, la dinamica ambientale del Parco. 




Il Museo Le Foreste della Sila - Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Una semplicità che permette di intrattenere anche chi non ha molta voglia o tempo di leggere lunghe didascalie chiarificatrici. L’evoluzione geologica, le tipologie di bosco, il ciclo della materia e quello dell’energia sono tutti rappresentati a colori evidenti su pannelli che catturano gli occhi. 




La xiloteca del Centro Visita Monaco
La xiloteca a parete permette di toccare  le cortecce degli alberi e di osservarne le differenze e una serie di tracce audio consentono di ascoltare i versi degli animali e di giocare ad attribuirli agli esatti esemplari. Tornassi bambina vorrei che in una gita scolastica mi portassero al Centro Garcea. Credo mi siederei per ore su uno dei gradoni dell’anfiteatro all’aperto a guardare il cielo col naso all’insù.   

Ad amplificare il mio stupore e la mia meraviglia sono state le visite successive. Prima tra tutti quella ai Giganti di Fallistro, una riserva biogenetica dove si ergono piante ultracentenarie  di pino laricio e aceri montani. I più spilungoni di questi esemplari raggiungono i 43 metri e i più longevi superano i 350 anni di età. Tra i Giganti ci si sente minuti e la vista si confonde tra le foglie, i rami e i busti. 



I Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
Con la leggerezza dei piccini abbiamo giocato ad indovinare l’albero dal diametro più grande e a nasconderci nelle “slupatura” dei tronchi, abbiamo sorriso davanti alle forme inconsuete della natura come i due pini abbracciati che tanto abbiamo fotografato. Ci tengo a sottolineare che sono in corso i lavori di allestimento del percorso che sarà fruibile ai disabili e che presto consentirà anche a coloro che non possono farlo coi propri piedi, di girovagare fra quest’incanto.  
Arboreto Sbanditi (ph Luca Ippolito)
Anche l’Arboreto Sbanditi, in località Fossiata, sa farsi ricordare. Il viale d’ingresso mi ha fatto ripensare per i suoi colori a qualche scena del film Autumn in New York. Esso costituisce un vivaio a cielo aperto che annovera tutte le specie arboree più significative dell’altipiano silano, e alcune alpine di nuova introduzione come l’abete rosso e il pino silvestre. Ad una fontana di pietra ho riempito la mia bottiglia dell’acqua della Calabria, così fresca da appannarne la plastica come fosse appena tirata fuori dal frigo.



Belvedere Cozzo del Principe (ph Luca Ippolito)
E se è vero che i panorami vanno guardati dall’alto, non potevamo farci sfuggire l’occasione di affacciarci al belvedere Cozzo del Principe. Paragonabile ad un balcone terroso incorniciato dagli alberi, esso  permette di sporgere il proprio sguardo sul lago Cecita che seppur sia un lago artificiale come tutti quelli presenti nel Parco, desta in chi lo guarda una vivida emozione.

Ma il luogo che più mi è rimasto nel cuore è senza dubbio Golia Corvo. Questa Riserva è un’oasi protetta che a tutela della sua integrità, non è raggiungibile dai visitatori. Sarà proprio il privilegio dell’avervi avuto accesso ad aver fatto si che m’innamorassi di questo posto. 

Golia Corvo è paragonabile ad un rifugio delle fiabe. 




Riserva Golia Corvo (ph Luca Ippolito)
Giungervi è come dimenticare il cellulare spento da qualche parte, come formattare il proprio computer senza preoccuparsi di salvarne i file. 
Anche i rumori qui diventano suoni. Non note musicali, ma i suoni della vita, come i versi degli animali e quello del vento che s’insinua nelle fronde degli alberi come se soffiasse nell’orecchio di un ascoltatore. Un’area questa importante dal punto di vista ambientale e scientifico perché inserita in una serie di progetti di reintroduzione faunistica e di salvaguardia della biodiversità.  Golia Corvo è un posto del cuore. Un luogo dove il cuore lo si lascia o lo si ritrova.

Con questo ricordo vi saluto e vi rimando alla prossima puntata di #dolcipilloleintour #welikesila.

Le foto splendide che trovate in questo post sono opera di Luca Ippolito il fotografo del blog tour che senza ombra di dubbio, ha saputo catturare nei suoi scatti la magia di questi posti che ho avuto il piacere di raccontarvi. 
Le riconoscibili immagini fatte da me, non possono paragonarsi alle sue, ma vi regalano anche il mio punto di vista.

Alla prossima, 
Maria



Centro Visita Cupone

Materiale sequestrato al traffico illegale

Centro Visita Cupone (ph Luca Ippolito)

Museo Le Foreste della Sila - Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

La vecchia segheria demaniale (ph Luca Ippolito)

Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

La spermoteca del Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Anfiteatro Centro Visita Monaco (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro 

I pini abbracciati - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Eleonora e Michela - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Il "pinosauro" - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Maria Teresa e Arturo - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)

Tutti nella "slupatura"! - Riserva i Giganti di Fallistro (ph Luca Ippolito)
L'acqua della Sila - Arboreto Sbanditi

Arboreto Sbanditi

Segnaletica - Arboreto Sbanditi

Arboreto Sbanditi (ph Luca Ippolito)

Riserva Golia Corvo

Riserva Golia Corvo (ph Luca Ippolito)

Belvedere Cozzo del Principe

lunedì 24 novembre 2014

Spaghetti gialli con cipolla e salsiccia!


Spaghetti gialli con cipolla e salsiccia

È un post frettoloso come veloce è la ricetta che vi propongo. È uno di quei piatti che cucini con ciò che ti è rimasto nel frigo e che apprezzi ancora di più perché ti permette di non rinunciare a mangiar bene, senza poter dedicare troppo tempo per preparare.
Si, perché di tempo in queste settimane ne ho davvero poco. 
Perché non cucino e scrivo soltanto, ma inseguo anche altri “traguardi”. Ho costellato la mia vita di interessi diversi, o forse sono ancora semplicemente alla ricerca di una meta vera.
Vivo emozionata in queste settimane. Mi sono emozionata sfogliando quella tesi rilegata di rosso che ho fatto stampare giorni fa. 
L’ho intitolata “Diversi da chi?”. In essa parlo di pregiudizi, di diversità e differenze, di una sanità che deve essere per le PERSONE tutte, senza barriere e senza preferenze.

Parlo di infermieri, parlo di quella che tra poco tempo diventerò.

venerdì 14 novembre 2014

#dolcipilloleintour: il blogtour welikesila a puntate!



Non scrivo itinerari, io scrivo impressioni ed emozioni.
Di ritorno da un viaggio ho sempre qualcosa in più con me. Ogni posto lascia una traccia nella mia memoria ed è la profondità di questa impronta a definire il canovaccio dei miei racconti. 
Le città, i luoghi custodiscono la propria storia ed è come se questa diventasse parte dei miei ricordi. Così le strade e i paesaggi, dapprima sconosciuti e inattesi, diventano meno estranei e riconducibili ad un pezzo di personale passato.
L’esserci stata non può paragonarsi al semplice transito, significa aver fatto degli occhi di chi quel posto lo vive, lo specchio dei miei. Significa arricchire la mia visuale dei particolari che solo chi un luogo lo ama, può farti carpire. Questa è l’essenza vera del viaggio per me: non sentirsi straniero anche in assenza di un numero civico che identifichi la propria appartenenza.

Foto di Luca Ippolito, fotografo ufficiale del blogtour
Quello che voglio raccontarvi è il viaggio che mi ha portata in Calabria, una regione che seppur sia così vicina alla mia Puglia, non avevo ancora avuto occasione di visitare.
Pochi giorni sono bastati per farmi scoprire e apprezzare parte di questo pezzo di stivale italiano. La Calabria considerata da tanti, ancora oggi, come la terra di connessione tra la Sicilia e l’intera penisola, racchiude bellezze che non ti aspetti. Questa regione si spoglia dolcemente e mostra ai suoi visitatori le diverse fattezze che la compongono a seconda dell’angolatura dalla quale si osserva.
Una terra dalla natura impetuosa, dalle tradizioni radicate e salde, una terra di gente accogliente e di cibo gustoso.
A condurmi in Calabria è stato il blogtour #welikesila promosso dal Parco Nazionale della Sila e organizzato in collaborazione con l’Associazione Welike per favorire il turismo e incoraggiare la conoscenza di un territorio forse poco gratificato e valorizzato.



Ad essere coinvolti assieme a me, altri cinque blogger ed un fotografo. Armati di smartphone, macchina fotografica e taccuino, e sostenuti da un valido team di organizzatori, ci siamo proposti di catturare i paesaggi più belli, appuntare le notizie più curiose e di impadronirci per qualche giorno di un territorio con la voglia di raccontarlo.

La Sila ci ha entusiasmati. Dividendosi in Sila Greca, Grande e Piccola, essa si estende nelle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone occupando un’area di circa 74.000 ettari, coinvolgendo ben 21 comuni. In pochi giorni, abbiamo potuto godere sicuramente meno rispetto a quello che è il potenziale reale del Parco, ma  siamo tornati a casa contenti, seppur stanchi.

In Calabria ho visto tanto, ho mangiato bene e abbondantemente ed ho riso parecchio. 
Per non sciupare nessuno dei ricordi che conservo, ho deciso di raccontare di questo viaggio per tappe.
Voglio parlarvi dei miei giorni in Sila seguendo un percorso tematico. Ogni settimana vi racconterò un pezzo del blogtour fino a ricomporre il puzzle totale! 
Vi farò camminare nei boschi, assaggiare le delizie che noi abbiamo gustato, incantare scoprendo l’arte, la cultura e gli antichi mestieri che fanno la storia di questi posti. 
Sarà un viaggio virtuale che spero contagi anche voi dello stesso entusiasmo che ha colpito me e i miei compagni di avventura.

È con questo proposito che vi saluto e vi rimando al prossimo post #dolcipilloleintour.  



Tutti i partecipanti del blogtour


I blogger al  completo: 


Team organizzativo del blogtour: 
Arturo Salerno, Brunella Brusco, Valeria Bisciglia, Valeria Pellegrini. 






mercoledì 12 novembre 2014

Polpette di cavolfiore e patate con sughetto di pomodorini!


Polpette di cavolfiore e patate con sughetto di pomodorini Cirio

Il cavolfiore è un ortaggio che si rende facilmente antipatico!
Questa ricetta è un valido esempio di come possa diventare più gustoso e più simpatico soprattutto ai bambini che storcono il naso al solo sentirne l’odore!



martedì 4 novembre 2014

#FGDbari: il racconto di una cena da ricordare!


Mentre Torino si prepara alla sua FGDmi ritornano in mente le emozioni che hanno contrassegnato la scorsa tappa barese. 
Per noi partecipanti, quelli antecedenti, sono stati giorni carichi di curiosità perché la FGDinner è un evento capace di generare attorno a sé aspettative, entusiasmo e partecipazione.
Ma che cos’è la FGD? Troppo semplice definirla una cena, troppo asettico considerarla un incontro per pochi selezionati. 
La FGD è essenzialmente un ritrovo. Si, un ritrovo di persone accomunate dalla voglia di condividere interessi dallo stesso comune denominatore. Un ritrovo che origina e transita nel web per approdare al bancone di un bar o ad una tavola imbandita dove ci si lecca le dita e si sazia la mente. Un ritrovo nel quale i tweet  si tramutano in strette di mano e sorrisi, e le emociton digitali in facce paffute ed espressive.


Selfie della #FGDbari
Due “schieramenti”, i foodie e geek, che finiscono per giocare una partita comune dove nessuno perde e nessuno vince, ma durante la quale ci si diverte!
La "cibomania" è un malessere dal facile contagio! Il buon mangiare non è più solo roba per foodie! Non sono gli unici ad avere papille esigenti!
Le scelte culinarie, ormai dalle molteplici alternative, sono sulla bocca di tutti. E tra chi la vuole cotta, chi cruda, chi veg e chi light, c’è chi la cerca in rete! È lì che dilagano ricette, consigli e proposte per appagare il proprio gusto o quello di fortunati commensali. La rete, nei tempi andati zona off-limits destinata ai geek, diventa luogo d’incontro tra due mondi diversi ma che finiscono per combaciare e incastrarsi con un legame perfetto.


Mariachiara Montera e Francesca Gonzales
La FGDinner nasce da un duo al femminile. Due donne che, mestolo e tastiera alla mano, hanno pensato che con la parola “cucina” si potesse intendere non solo un angolo della casa di ognuno, ma anche un luogo dalle dimensioni indefinite fatto per accogliere chi avesse il piacere di accomodarsi.

Scatti gustosi della #FGDbari




E se a casa, tutti questi ospiti non ce li si può portare, allora questa cucina si sposta, abbattendo il confine segnato dal cartongesso privato. La cucina si accende on-line con le chiacchiere succulente tra quelli che il cibo lo gustano, quelli che lo guardano, quelli che di cibo scrivono e quelli che con il cibo e con il web lavorano.


Mariachiara e Francesca questa cucina virtuale hanno pensato di portarla in giro per l’Italia facendola giungere ogni mese in una città diversa, dando la possibilità a tanti di accedervi, con l’idea che la presenza di ciascuno contribuisca a rendere la serata irripetibile! È questa la forza della FGDinner: l’essere inaspettata, differente e speciale in ognuna delle sue tappe, perché a distinguere i singoli  appuntamenti sono le persone che vi prendono parte e le relazioni che essi riescono ad instaurare grazie alla propria convivialità.


I sorrisi della #FGDbari
Per me la FGD è stata una sorpresa maggiore di quanto mi aspettassi. Conoscevo l’evento dall’anno precedente perchè in diverse occasioni, ero stata tentata di candidarmi a “il dolce lo porti tu”, un contest attraverso il quale alcuni fortunati possono aggiudicarsi la partecipazione alla cena pur non facendo parte degli invitati ufficiali. Solo che io, tonta come sono, ho sempre pensato che il dolce lo si sarebbe dovuto portare da casa veramente! E questa folle idea e i relativi problemi logistici,  mi avevano sempre dissuasa! (Meno male che la vincitrice di quest’anno, Francesca, ha sfatato le mie convinzioni!)
Poi, però, è arrivata la FGD di Bari e così, da spettatrice virtuale, sono diventata commensale in carne ed ossa!


Gli incontri della #FGDbari
Dicevo prima che questo evento crea delle aspettative e alimenta la curiosità. Ebbene è stato proprio così. Tutti ci siamo sentiti parte della FGD. Proporre i menù, ricevere le e-mail che volta per volta svelavano dettagli curiosi di ciò che ci sarebbe aspettato, scoprire la location e le sue peculiarità, ha coinvolto tutti senza distinzioni.    


Il team Cirio



Ma è il passaggio dall’off-line all’on-line ad essere stata la cosa più sorprendente!
Sul web si chiacchiera e si scambiano opinioni con molti. Raramente si immagina, però, che quelle conversazioni possano assumere la stessa piega confidenziale dal vivo.
Si crede di andare incontro “all’imbarazzo della personificazione”!
Scoprire di poter essere positivamente colpiti e che l’idea mentale che ci si è fatti di qualcuno, venga maggiorata positivamente dall’incontro vero, è una cosa che non ti aspetti e che ti lascia contento. 


Le sorprese della #FGDbari
Seppure in un posto astratto, molti di loro li avevo già conosciuti e quella sera è stato solo un ritrovarli.
Altri, invece, è in quella occasione che mi sono diventati simpatici e per affinità e carattere mi hanno colpito.
Maricler e lagonzi, le madrine della FGDinner, sono state un’altra meraviglia.
Altro che “socialvip”!! Simpatiche, alla mano e disponibili con tutti. Pronte a raccontare come la FGD sia nata e mai restie ad un brindisi o ad un flash di gruppo.


Il menù della #FGDbari
Cose belle e cose buone alla FGDinner! Si, perché le pubbliche relazioni sono state ben condite con un menù a dir poco invitante! E se qualcuno aveva storto il naso alla  notizia che la cena sarebbe stata vegetariana, eccezione fatta per il capocollo, si è dovuto ricredere! 
Pucce salentine, fave, cavatelli con cipe di rapa, panino con la parmigiana, torta al cioccolato e caffè hanno allietato i nostri palati, mentre ottimi aperitivi e vini ci hanno dissetati!  Il tutto in un locale, il Frulez, che per aspetto, qualità degli ingredienti e gentilezza del team, resterà nel cuore di molti, diventando un posto da consigliare agli amici.

Ecco cosa è stata per me la FGDinner!
Una serata che ha messo l’allegria nei piatti e nella bocca di tutti. 
Grazie a Mariachiara e Francesca perché la Puglia aveva bisogno della FGD.



I ricordi fotografici della #FGDbari li trovate sulla pagina Facebook della FGDinner
Portano la firma Stefano Sgambati, qui ne trovate solo un assaggio.

Le pucce salentine al pomodoro Cirio

Il panino con la parmigiana

Fave bianche, uva peperoni e cipolla 

Antipasto con Capocollo di Martina Franca e focaccia barese

Cavatelli con cime di rapa

L'aperitivo Rosso Antico
Il caffè Lavazza
La torta al cioccolato

Il team del Frulez


Alla prossima,
Maria